martedì 24 aprile 2007

ci fu aria frizzante in città!


Si è concluso ieri, ma già parlano di allungarlo di un giorno in più l'anno prossimo, il Salone del mobile a Milano. Come sempre, una grande festa in giro per la città. E' un momento particolarmente vivace, caotico direbbero i più, ma assolutamente contemporaneo. Fuori dal classicismo conservativo che contraddistingue la Milano di sempre, rappresenta una ventata di novità, di allegria, un luna park ininterrotto di eventi, aperitivi, gente che si mescola e incontra.
Ci fu un tempo, quando scelsi Milano, che Milano mi appassionava. Per me, che venivo dalla provincia. Tutto mi entusiasmava, la frenesia, la scelta di poter fare tutto, l'avere a portata di mano un mondo per anni spiato. Nel tempo, Milano mi emoziona sempre meno. E' una città tutto sommato ferma, poco innovativa, poco spigliata. Ma la settimana del Salone del mobile, wow! biciclettando verso San Babila l'altra sera, il sole quasi al crepuscolo, la gente che passeggiava, che usciva dai negozi di mobili, le mucche in centro coloratissime... ecco, per un momento mi è sembrato di appartenere di nuovo a quel sogno di gioventù!

Non ho fatto la matta in giro ad eventi, anche se mi sarebbe piaciuto un bel po' :-), il tempo è sempre quello che è, ahimè, ma domenica sera è stato proprio divertente! Nel vivaio Ingegnoli in via Pasubio, da una settimana c'era Kitchen Garden, in collaborazione con la rivista Ville e Giardini. Bellissimo. Un allestimento di colori dentro alla serra. Sembrava di essere nella campagna francese, tra mille varietà di timo, salvia, borragine, margheritine, scrosci d'acqua e nuvole di vapori, frutta e fiori. Lì ho assistito a questo showcooking, spunto anche per nuove idee. E' stato cucinato un sandwich di tonno, un maialino da latte con delle verdure caramellate e delle frittelline di mango (poco riuscite, a dire il vero).

Il sandwich di tonno è stato fatto con delle fette di tonno alte circa un cm, fatte scottare appena in un po' d'olio, solo da un lato, di modo che restassero abbastanze crude e saporite. All'interno è stato messo dell'avocado fresco a fettine, del sale e della polvere di arancia (disidratata). Il sandwich così ottenuto è stato tagliato a fettine e adagiato su un misto di verdure (carote, zucchine, melanzane, cipolla)tagliate a julienne e fatte appena saltare in un po' di olio di sesamo. Il tocco finale è stato dato da una spruzzata di sale rosso delle Hawai.

Il maialino da latte invece è stato spennellato di miele ed erbette prima di essere cotto sul barbecue e, durante la cottura, è stato più volte accarezzato da un mazzetto di foglie di mirto. A parte, sono stati fatti caramellare dei pomodori e delle cipolle rosse. Come? E' stato messo un cucchiaio e mezzo di zucchero di canna in una padella. Quando ha iniziato a cristallizzare, sono state aggiunte le verdure, poi spruzzate con un buon bicchiere di aceto balsamico. La presentazione: delle sfoglie di pane carasau, la costoletta di maialino con sopra le verdure caramellate.
Insomma, un'esperienza carina, diversa dalle solite cose. Un corner poi serviva del Fernet con la Coca Cola in proporzione di 1 a 4... ottimo e dissetante!! Quasi un chinotto, ma per nulla dolce. Idea per l'estate!

8 commenti:

giLda ha detto...

wow! the food looks delicious and you take pictures really well!

Anonimo ha detto...

Bello il tuo racconto! Sono daccordo con te: Milano non è più quella di 20 anni fa. Io sono rimasta in provincia (anche se nel capoluogo)e con il passare degli anni, la mancanza di tempo e, ahimè, di energia, è una vita che non gironzolo per Milano. Un tempo per molti aspetti era la mia città preferita. Malgrado l'inquinamento aveva ritmo e profumo particolari.
Buona serata con un po' di nostalgia. Nico

Elisa ha detto...

Elena, come ho scritto sul mio blog appena ho letto il tuo commento: non ci posso credere!!!!
Peccato non esserci parlate per condividere questa bellissima esperienza, magari il prossimo anno, che ne dici?
Volevo precisarti alcune cose: il miele per il maialino non lo avevano :) e io, essendo molto appassionata di mieli, ho chiesto a Stefano quale fosse il piu' adatto e lui ovviamente, date le sue origini, mi ha risposto corbezzolo :))
L'erba con cui lo spennellavano era il mirto, non timo, che in Sardegna si trova ovunque.
Per le verdurine del tonno hanno usato sia il sale rosso delle Hawaii (lo hanno messo in mezzo), sia quello nero, per guarnire.

P.S. Per me che vengo ha una grandissima citta' (Roma), Milano e`...boh...provinciale per certe cose, piu' attiva in manifestazioni (forse Roma si sta muovendo in questi ultimi anni), piu' inquinata, piu' sporca, pero' io la trovo piu' a dimensione d'uomo, nel senso che essendo parecchio piu' piccola di Roma, mi consente di fare piu' cose.

Un bacio e spero di incontrarti quanto prima (se ti va ;))

adina ha detto...

ciao Elisa, il timo è stato in effetti un refuso.. pensavo di aver scritto mirto in effetti, come era nella mia testa! ho corretto.. ciao a presto!!

Francesca ha detto...

mi hai attaccato questa aria frizzante anche a me :-)
con tutti questi colori e profumi ti sarai divertita. Baci.

gilda*su ha detto...

hi adina. oh, would you really teach me some recipes? i would really love that! thank you so much! my email is queen.gilda@gmail.com

augusto ha detto...

adina, elisa ma c'ero anche io al garden! ho letto il commento di elisa la "precisa" :-), per il tonno è stato utilizzato solo il sale rosso delle hawai e non quello nero ricco di ferro. milano provinciale? non credo, un po' sporca in certe zone, molto poco attiva, poco giovane, dormiente certamente, ma non provinciale, dai. la prossima volta mettiamoci daccordo così ci conosciamo personalmente. ciao!

angie ha detto...

detto, fatto!:-) che bella la tua cronaca, e di fatto moolto più dettagliata della mia. Complimenti e a presto!